Favole-al-telefono-Crespadoro.jpg

“Favole al telefono”: nonni e nipoti del comune di Crespadoro!

Con il progetto “Favole al telefono” si vuole racchiudere nelle pagine di un libro i racconti e le storie dei nonni che hanno vissuto soprattutto sul nostro territorio, per non far perdere i ricordi a chi li ha conosciuti e per trasmetterli a chi verrà. È un modo per avvicinare gli alunni al mondo dei libri attraverso la scrittura e di incentivare il dialogo tra due generazioni.

Queste le parole della sindaca, Elisa Maria Ferrari, che ha espresso parere favorevole alla partecipazione del comune di Crespadoro al progetto “Favole al telefono“.

Nel progetto “Favole al telefono”, infatti, fa da protagonista il rapporto tra nonni e nipotiI nipoti ascoltano favole e storie che i nonni hanno da raccontar loro, al telefono, e poi le scrivono e le illustrano, così da creare un libro che resterà nei ricordi non solo per la sua unicità, ma anche e soprattutto per il valore simbolico e affettivo che trasmetterà.

A scrivere il libro saranno i bambini della scuola primaria “G. Pascoli” dell’Istituto Comprensivo “Ungaretti Altissimo” di Crespadoro, in provincia di Vicenza. Un lavoro sinergico tra gli alunni, i loro insegnanti, il Comune e i tutor professionisti della Casa Editrice. Verrà fuori un lavoro meraviglioso!

Nascosto tra le pieghe verdi dei Monti Lessini, delle Prealpi Venete e delle Piccole Dolomiti, nel cuore della provincia di Vicenza, il comune di Crespadoro rappresenta uno scrigno naturale di bellezze paesaggistiche e sapori autentici. Questo territorio montano è un angolo di Veneto ancora poco conosciuto ma capace di incantare chiunque vi si avventuri. Con i suoi panorami mozzafiato, boschi rigogliosi, pascoli soleggiati e una forte identità rurale, Crespadoro conserva intatta l’anima di una terra antica, dove le tradizioni si intrecciano con la natura.

Il comune di Crespadoro presenta infatti un’estensione molto ampia, ma scarsamente abitata, perché composto, in maggior parte, da lussureggianti boschi e scoscesi pendii; è inoltre posto al confine tra la provincia di Verona a Ovest e la provincia di Trento a Nord. Il territorio comunale si può suddividere in tre zone. Il fondovalle dove si trova il capoluogo posto a un’altezza tra i 363 e i 510 m s.l.m.; l’altezza delle frazioni situate tra gli 800 e i 1000 m s.l.m (Marana 800 m.s.l.m; Durlo 845 m s.l.m; Campodalbero 900 m s.l.m) e i punti più alti delle vette del comune (Cima Marana, Telegrafo, Zevola, Gramolon) che arrivano a toccare i 1980 m s.l.m; nel monte Gramolon nasce il torrente Chiampo.

L’origine storica di Crespadoro va collocata al tempo delle immigrazioni di lavoratori di origine tedesca, ai quali fu assegnato un “manus” di terra incolta. Nel 1287 il Vescovo Bartolomeo Della Scala cedette dei territori dei Lessini a delle popolazioni di origine tedesca con l’onere della decima; questa popolazione nel corso del tempo fu detta “Cimbra” perché loro stessi si definivano “tzimbar”, che nella loro lingua significava “boscaiolo”.

Nel Trecento la comunità di Crespadoro fu sottoposta alla signoria scaligera, poi viscontea e il 28 aprile del 1404 insieme con il Comune di Vicenza si sottomise alla Serenissima Repubblica di Venezia: da questo momento iniziò un periodo relativamente stabile per Crespadoro che si impegnava a controllare i confini con il trentino, per evitare il contrabbando, e in cambio Venezia non riscuoteva le tasse da questo comune.

Durante gli otto anni di dominazione austriaca, dal 1798 al 1805, non vi furono eventi significativi nella storia della Valle del Chiampo, anche se è testimoniata la permanenza notturna in una locanda di Crespadoro dell’Arciduca d’Austria Giovanni D’Asburgo – Lorena il 23 giugno 1804. Dopo mezzo secolo passato sotto il Regno Lombardo Veneto, nel 1866 il comune fu annesso all’Italia come tutto il Veneto.

La Prima guerra mondiale non toccò direttamente il territorio di Crespadoro, nonostante la vicinanza con i luoghi delle grandi battaglie. Molto più tragico invece fu l’esito della Seconda guerra mondiale: durante l’estate del 1944 furono eseguite molteplici rappresaglie nel territorio comunale; a luglio l’intera piazza di Crespadoro fu data alle fiamme, sette partigiani, che si erano rifugiati sui monti vicini, furono legati a un muro della piazza e trucidati, dopo un sommario processo avvenuto in una sala del municipio.

Ventotto furono dunque le vittime civili e per questo al comune di Crespadoro fu conferita la medaglia d’argento al valor militare.

Per scoprire come partecipare al progetto “Favole al telefono”, clicca su FAVOLE AL TELEFONO

I Comuni che hanno la qualifica di “Città che legge” del Cepell, possono partecipare anche al progetto UNA CITTA’ DA FAVOLA

Gemma Gemmiti“Favole al telefono”: nonni e nipoti del comune di Crespadoro!
Condividi questo post