Si è concluso ieri un percorso che ha lasciato un segno profondo nella comunità scolastica dell’IIS “Alessandro Volta” di Frosinone, un progetto finanziato dalla Regione Lazio e realizzato in collaborazione con Gemma Edizioni e con una rete di realtà culturali e professionali che hanno scelto di mettere al centro i ragazzi, le loro storie e il loro futuro. Il titolo scelto, “Uno per uno. Perché nessuno debba mai restare indietro”, non è stato uno slogan, ma la sintesi di un modo di intendere la scuola: un luogo in cui ogni studente viene accolto nella propria unicità, con le sue difficoltà e le sue potenzialità, e accompagnato in un percorso di crescita che non lascia spazio all’indifferenza.
In una provincia come quella di Frosinone, dove la dispersione scolastica è un rischio concreto e quotidiano, questo progetto ha rappresentato un argine, un gesto di responsabilità e di cura. Molti dei ragazzi coinvolti arrivavano da esperienze scolastiche difficili, segnate da sconforto, da mancanza di fiducia, talvolta da contesti familiari fragili. La scuola ha provato a colmare quei vuoti con ascolto, presenza, opportunità culturali e creative, costruendo un ambiente capace di far sentire ciascuno visto e valorizzato.
Il progetto ha ampliato un percorso già sperimentato negli anni precedenti, in cui il teatro e la scrittura avevano dimostrato di essere strumenti potentissimi per restituire motivazione e autostima. Da qui la scelta di rafforzare questi linguaggi, affiancandoli a momenti di riflessione sul rispetto: rispetto di sé, dell’altro, dell’ambiente, delle parole che usiamo e che ci definiscono. Intorno a questa idea è nato un gruppo di lavoro che ha coinvolto professionisti, docenti, esperti di comunicazione, giuristi, operatori culturali, tutti uniti dall’obiettivo di offrire ai ragazzi un’esperienza formativa ampia e profonda.
Il percorso ha intrecciato diversi saperi: dalla narrazione creativa alla conoscenza giuridica, dall’educazione ambientale alla memoria storica, grazie anche alle visite al Museo Vite di IMI e al Museo della Liberazione di Via Tasso a Roma. Sono stati momenti che hanno permesso agli studenti di confrontarsi con temi cruciali come la libertà, la democrazia, i diritti, e di comprendere quanto la storia possa ancora parlare al presente. Parallelamente, il laboratorio teatrale ha dato spazio all’espressione emotiva e corporea, mentre gli incontri con i professionisti di Gemma Edizioni hanno aperto le porte del mondo del libro, mostrando come nasce un’opera, quali figure lavorano dietro le quinte, come si costruisce una narrazione capace di lasciare il segno. E lo ha fatto in un ambiente culturale eccezionale, il Caffè Letterario “Sinestesia”.
Ogni attività è stata pensata per favorire la partecipazione attiva, la socializzazione, la costruzione di un pensiero critico, la consapevolezza di sé e del proprio ruolo nella società. L’educazione ambientale ha portato i ragazzi fuori dalle aule, a osservare il territorio, a viverlo con occhi nuovi, a comprenderlo come bene comune da proteggere. La scrittura li ha aiutati a dare forma alle emozioni, a trasformare fragilità e desideri in parole. Il teatro ha insegnato loro a stare sul palco e nella vita con maggiore sicurezza. La conoscenza giuridica ha offerto strumenti per riconoscere stereotipi e disuguaglianze, soprattutto quelle che ancora oggi limitano l’accesso alle discipline STEM per le ragazze e alle professioni educative per i ragazzi.
Il progetto si chiude con una pubblicazione che raccoglie il frutto di questo cammino: un libro “Offline siamo ancora amici” numero 79 della collana “Selfie di noi” che porta anche i loro nomi e che diventa per molti una prova tangibile del proprio valore, un incoraggiamento a continuare a studiare, a credere nelle proprie possibilità. Accanto al libro, il laboratorio teatrale ha portato in scena “Raggiungeremo il mare”, uno spettacolo condiviso con altre scuole della città, perché la cultura, quando nasce, ha bisogno di circolare.
Quello che resta, oltre alle attività svolte, è la consapevolezza che quando si investe sui giovani con percorsi autentici e significativi, il cambiamento è possibile. Si costruiscono cittadini più consapevoli, comunità più coese, scuole più vive. E soprattutto si dimostra che davvero nessuno deve restare indietro, se c’è qualcuno disposto a camminare accanto.

