È con una gioia che trema nelle mani e una commozione che sale lenta, come fanno le cose importanti, che posso dirlo: “Per Te” è ufficialmente candidato al Premio David di Donatello Giovani. Un altro passo luminoso per una storia che continua a toccare il cuore di chi la incontra.
Una storia nata piccola, diventata grande
Il film Per Te, diretto da Alessandro Aronadio e tratto dal libro “Un tempo piccolo. Continuare a essere famiglia con l’Alzheimer precoce” di Serenella Antoniazzi, pubblicato da Gemma Edizioni, è già un viaggio che ha lasciato segni profondi. Una storia vera, quella di Paolo, Michela, Mattia e Andrea, che ha saputo trasformare il dolore in testimonianza, la fragilità in forza, la memoria in atto d’amore.
Dalle pagine scritte ascoltando le voci di una famiglia che combatteva contro l’Alzheimer precoce, è nato un film che non parla di malattia, ma di ricordi da proteggere, di amore che resiste, di un figlio che diventa grande mentre un padre torna bambino.
Un riconoscimento che arriva da lontano
Dopo aver conquistato il Premio del Pubblico al Festival International du Film de Mons in Belgio, dove la platea ha riconosciuto nella pellicola una storia necessaria, universale, capace di parlare a chiunque abbia amato qualcuno fragile, Per Te continua il suo cammino. Quel premio non è stato solo un applauso: è stato un abbraccio collettivo, un “ti vediamo, ti sentiamo, grazie per averci raccontato questo”.
Ora, un nuovo traguardo: il David di Donatello Giovani
La candidatura al Premio David di Donatello Giovani è un riconoscimento che profuma di futuro. È lo sguardo dei ragazzi, dei giovani spettatori, di chi ha ancora la vita davanti e sceglie di premiare una storia che parla di cura, responsabilità, amore che non si arrende. È come se Mattia, quel bambino diventato grande troppo in fretta, trovasse ora una platea di coetanei pronti a dire: “La tua storia ci riguarda. La tua forza ci ispira.” E con lui suo fratello Andrea, che fa parte della storia vera anche se non è sul grande schermo.
Perché questa notizia emoziona così tanto
Perché Per Te non è solo un film. È un ponte. Un modo per ricordare che anche quando la memoria si sgretola, l’amore resta intero. È la prova che persino “Un tempo piccolo” può diventare immenso, se condiviso. E oggi, questa storia nata tra le pagine di un libro Gemma Edizioni, cresciuta sul set, accolta dal pubblico europeo, arriva a bussare alla porta del cinema italiano più prestigioso.
Un passo alla volta, sempre “per te”
Che accada o no, che vinca o meno, questa candidatura è già una vittoria: una vittoria per Paolo, per Michela, per Mattia e Andrea, per Serenella che ha dato voce a ciò che non si poteva più dire, per chi ogni giorno combatte contro l’oblio, per chi ama senza arrendersi.
E per tutti noi, che abbiamo bisogno di storie così.
E allora lasciatemi aggiungere un grazie che viene dal cuore, uno di quelli che non si scrivono soltanto: si sentono.
Perché un film come Per Te non nasce mai da solo. Nasce da mani che credono, da occhi che vedono lontano, da voci che scelgono di raccontare ciò che altri avrebbero taciuto.
Grazie ai produttori
A chi ha deciso che questa storia meritava uno spazio sullo schermo, a chi ha investito tempo, fiducia, risorse e sensibilità. Produrre Per Te ha significato scegliere la via più difficile: quella dell’autenticità, della delicatezza, dell’ascolto. Della Cura. E questa scelta oggi risplende. Grazie a Lungta Film, PiperFilm, Alea Film, Netflix, ad Andrea Calbucci, Maurizio Piazza, Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli, grazie al co-produttore Edoardo Leo.
Grazie al regista, Alessandro Aronadio, agli sceneggiatorii insieme a lui Ivano Fachin e Renato Sannio
Per aver camminato dentro una storia fragile con passo leggero, per aver saputo trasformare il dolore in poesia visiva, per aver custodito la verità di una famiglia senza mai tradirla. La sceneggiatura e la regia sono state un abbraccio: fermo, rispettoso, profondamente umano.
Grazie agli attori Edoardo Leo, Teresa Saponangelo, Javier Leoni, Giorgio Montanini, Eleonora Giovanardi, Guia Jelo, Daniele Parisi
A chi ha prestato il proprio volto, la propria voce, il proprio respiro a un racconto che chiede coraggio. Hanno interpretato non personaggi, ma vite reali, con una delicatezza che non si dimentica. Hanno dato corpo alla memoria, hanno dato dignità alla fragilità, hanno dato luce a un amore che resiste anche quando tutto sembra sgretolarsi.
Un grazie che è un cerchio
Oggi che Per Te è candidato al Premio David di Donatello Giovani, questo grazie torna a tutti loro come un cerchio che si chiude: produttori, regista, attori, tecnici, e naturalmente Serenella Antoniazzi, Michela Morutto e la sua famiglia, che hanno avuto il coraggio di condividere la loro storia.
È grazie a ciascuno di loro se “Un tempo piccolo” continua a diventare grande, a parlare, a commuovere, a cambiare chi guarda.

