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“Un tempo piccolo”: esce la II edizione ampliata

Dopo Un tempo piccolo: esce la seconda edizione del libro scritto da Serenella Antoniazzi che ha ispirato il film Per te, in uscita al cinema il 17 ottobre 2025.

Nuove prefazioni del prof. Orazio Schillaci, Ministro della Salute; prof.ssa Federica Agosta prof. Massimo Filippi, San Raffaele di Milano.

Postfazione del dott. Dario Ceccato, founder di Ceccato Tormen & Partners.

L’editrice, dott.ssa Gemma Gemmiti, racconta come nasce questa meravigliosa storia, volume 2 della collana Life, dedicata alle storie di vita. Un libro che ne contiene due.

Fate attenzione. Sfogliate queste pagine con la stessa delicatezza con cui si accarezza un volto amato, un ricordo, una verità che non si può ignorare. Queste pagine contengono vita. Vita vera.

Vi chiedo di posare lo sguardo senza giudizio. Di lasciare fuori dalla porta ogni certezza, ogni preconcetto. Provate a entrare. Non a leggere soltanto, ma a entrare davvero.

Vi garantisco autenticità.

Quando lessi per la prima volta queste vite, era primavera, nel pieno della pandemia. Piantavo fiori nel giardino di casa, insieme ai miei figli. Cercavamo di far nascere qualcosa, in un tempo che sembrava fermo, sospeso, fragile.

Avevamo ricevuto da poco il manoscritto. Quelle pagine mi erano rimaste addosso. Pensavo a Serenella, all’urgenza di chiamarla, di dirle che quella storia meritava una Casa Editrice più grande della nostra. Noi eravamo nati da meno di cinque anni, e la pandemia ci aveva messo in ginocchio. Lavoriamo molto con le scuole, e con la loro chiusura si era fermato tutto.

Ma Serenella mi spiazzò: «Ho bisogno di una Casa Editrice che abbia tanta testa quanto cuore. Seguo da un po’ il tuo operato. Voglio te, voglio voi».

Non siamo una casa editrice a pagamento. Quando scegliamo un’opera, lo facciamo perché ci ha toccato nel profondo. Perché ci ha chiesto di essere ascoltata, accolta, accompagnata. E quando diciamo “sì”, quel sì è totale: siamo noi a prenderci cura di ogni fase, ogni dettaglio, ogni respiro del libro.

Sosteniamo interamente i costi, con il nostro personale e con collaboratori esterni che condividono la nostra visione. Perché per noi pubblicare non significa semplicemente stampare: significa credere, investire, proteggere. Significa Costruire.

Lo abbiamo fatto anche con Un tempo piccolo. In un momento difficile, quando le risorse erano poche e le incertezze tante, abbiamo scelto di credere in questa storia. Di metterci il cuore, le mani, le ultime energie. Perché sapevamo che non era solo un libro: era una voce che meritava di essere ascoltata.

Era una luce nel buio dell’Alzheimer precoce.

Era una possibilità di cambiamento.

Ogni libro che scegliamo è una promessa.

E noi le promesse le manteniamo. Sempre.

Chiamai Roberta, editor, ghostwriter e responsabile della collana Life, oltre che amica preziosa. Lesse il romanzo. Mi disse solo: «Ci sono, gratuitamente, perché questa storia deve vivere».

Accettai. Ma feci una promessa, a Serenella, a Michela, a me stessa. Avrei fatto tutto ciò che era in mio potere per far sì che questa storia potesse arrivare a bucare le coscienze. Non solo quelle delle persone, ma soprattutto quelle delle istituzioni.

Serve un welfare che aiuti le famiglie giovani alle prese con malattie terribili e invalidanti come l’Alzheimer, per alleviare se non altro i problemi economici. Serve una rete che sappia orientare, che dica cosa fare quando arriva una diagnosi del genere a 40 anni. Serve mettere le persone in condizione di affrontare, con dignità e strumenti, anche una diagnosi così devastante.

E così, con questa consapevolezza nel cuore, guardai il conto della casa editrice. C’erano 300 euro. Le impiegammo per stampare le prime copie.

Erano le ultime risorse, le avremmo utilizzate così.

Un Canto del cigno di tutto rispetto.

Lasciai perdere di piantare fiori e cominciai a seminare visione, coraggio, possibilità. Non più petali colorati per abbellire un giardino, ma parole per nutrire coscienze, storie per scuotere istituzioni, gesti per costruire reti.

Lo dovevo soprattutto a Michela, che regge un peso più grande di lei, senza mai farlo pesare. Che indossa un rossetto rosso come fosse un’armatura, un gesto di resistenza, un modo per dire “ci sono”, anche quando tutto intorno sembra sgretolarsi.

Michela sorride, accoglie, protegge. E poi, quando nessuno la vede, crolla. Lo fa in silenzio, dietro una porta chiusa, tra le pieghe di una notte che non dà tregua. Ma il giorno dopo è di nuovo lì, con quel rossetto acceso e lo sguardo fiero, a ricordarci che l’amore vero non è mai solo dolcezza: è forza, è fatica, è scelta.

Michela è il cuore pulsante di questa storia. E attraverso lei, impariamo che anche nella fragilità più profonda, può abitare una bellezza immensa.

“Seminai”, quindi, Un tempo piccolo, avvalendomi di persone con una grande mente e con un grande cuore, perché sapevo che da quelle pagine poteva germogliare qualcosa di grande. Roberta all’editing, Samantha alla correzione di bozze, Denise all’impaginazione e alla creazione della copertina. Seminammo con le mani tremanti, ma con il cuore saldo. Perché quando la vita ti chiama a fare la tua parte, non puoi voltarti.

E io, quel giorno, scelsi di restare. Di credere. Di agire.

Quelle mani candidarono Mattia Piccoli ad Alfiere della Repubblica. Leggerete nel libro come andò a finire.

Quelle stesse mani prepararono il pacchetto che racchiudeva il libro, spedito a Papa Francesco. Ricordo ancora il suo sorriso nell’abbracciare Mattia.

Oggi, quella storia, è diventata anche un film: Per te, con Edoardo Leo, Teresa Saponangelo, Javier Francesco Leoni, con la regia di Alessandro Aronadio.

Ma prima di essere cinema, è stata parola. È stata carta, respiro.

È stata Speranza.

Questa seconda edizione è un abbraccio che si rinnova.

Un tempo piccolo, sì, ma capace di contenere l’infinito.

Per te

Perché questa storia non appartiene solo ai protagonisti.

Non è soltanto di Michela, che ha amato Paolo con una forza che sfida il tempo e la malattia. Non è soltanto di Paolo, che ha affrontato l’Alzheimer precoce con dignità, anche quando le parole cominciavano a sfuggire.

Non è soltanto di Serenella, che ha raccolto ogni frammento di dolore e lo ha trasformato in voce, in pagina, in battaglia civile.

Non è solo di Mattia e di Andrea, i figli di Michela e di Paolo, che stanno crescendo e nei loro occhi si riflette ogni silenzio, ogni sorriso forzato, ogni gesto d’amore che cerca di tenere insieme ciò che l’Alzheimer prova a sgretolare. Crescono dentro una storia che non è fatta solo di dolore, ma anche di coraggio, di tenerezza, di piccoli miracoli quotidiani. E in questo crescere, imparano che la fragilità non è debolezza.

Questa storia è di chiunque abbia amato fino a sentirsi mancare il fiato. Di chi ha vegliato accanto a un letto, di chi ha cercato risposte nel silenzio, di chi ha stretto mani tremanti e occhi smarriti. È di chi sa che l’amore vero non si arrende, nemmeno davanti all’irreversibile.

Appartiene a tutti noi che abbiamo provato a proteggere, a capire, a restare.

A tutti noi che, nel voler bene, abbiamo trovato il senso più profondo dell’essere umani.

Questa storia appartiene a ogni lettrice e a ogni lettore che si riconosce in una carezza data nel momento giusto, in una paura taciuta, in una speranza ostinata.

È di chi ha vissuto il dolore senza manuale d’istruzioni, e ha cercato risposte tra le pieghe di una pagina.

È di chi crede che raccontare sia un atto di resistenza, e leggere un gesto d’amore.

Questo libro è casa. È voce. È possibilità.

E ora, è anche un po’ vostro.

Entrateci, con tutto il cuore, e abbiatene Cura.

 

Gemma Gemmiti

Fondatrice di Gemma Edizioni

Leggi anche “Per te”: “Un tempo piccolo” diventa film

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